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Risposte semiserie a domande impossibili.Come ottenere dai figli due minuti di silenzio in macchina, (o almeno toni di voce con decibel inferiori a quelli del traffico e del motore).

Risposte semiserie a domande impossibili.

Come ottenere dai figli, due minuti di silenzio in macchina ( o almeno toni di voce con decibel inferiori a quelli del traffico  e del motore).

Analizziamo la situazione, prendiamo in considerazione le nostre abitudini.

Noi adulti, genitori nella fattispecie, che facciamo in macchina?

Ascoltiamo la musica? E a quale volume?

Cantiamo a squarciagola?

Ascoltiamo trasmissioni alla radio?

Parliamo con L’AURICOLARE al telefono?

Ci chiudiamo in un silenzio interiore conflittuale col traffico?

A seconda della risposta valutiamo adesso come siamo in presenza dei bambini in macchina .

Per un bambino il tempo passato in macchina, sul seggiolino, con la cintura è un tempo che può e essere faticoso, non può muoversi come vuole, ha la cintura, il paesaggio non è interessante e magari è il solito tragitto che fa tutti i santi giorni. L’adulto sembra non interessarsi molto chi sul sedile posteriore, magari i più piccoli non comprendono che bisogna fare attenzione alla strada.

O comunque è vero che guidando a volte siamo più distratti rispetto alle loro richieste e concentrati suo nostri pensieri.

Che fare?

Dovremmo abituarli a regole di condivisione da applicare in quel contesto:

  • scegliere a turno delle canzoni da cantare tutti insieme
  • a turno raccontare la propria giornata “le cose belle e le cose brutte di oggi”
  • che facciamo nel prossimo fine settimana
  • datemi qualche idea per la cena, cosa vi andrebbe di mangiare?

Se vogliamo insegnare ai bambini ad ascoltarci dobbiamo aver cura di ascoltarli quando è il loro turno

Prendiamo in considerazione il caso in cui la macchina è il marcatore dei sottosistemi familiari: genitori davanti che parlano tra loro, bambini dietro che giocano, parlano…urlano tra loro, i decibel invadono tutto l’abitacolo.

In questo caso si può lasciar stare (potrebbe essere salutare!) fino a che il conflitto non superi la soglia di tolleranza di tutti. Vale la regola di non rivolgerci ai bambini mentre stiamo facendo altro, quindi anche per prudenza conviene accostare, fermarsi, voltarsi, parlare guardandoli negli occhi e investire cinque minuti del nostro tempo per cercare di comprendere, chiedendo cosa è successo e il motivo. Si può rimediare?

Se ci sono le condizioni (se il conflitto non è gravissimo) si può anche rimandare a loro la mediazione, precisando che è sempre valida la regola fondamentale: non si urla in macchina altrimenti l’eventuale sanzione riguarderà entrambi!

Articolo di Adriana Cigni per Simona Ius

Illustrazioni © di Simona IUS

Dottoressa Simona Ius  

Il suo Studio è a Roma

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