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Mutismo selettivo: la parola ai genitori. Carla e suo figlio Michele.

 

 

 

 

 

 

 

Mi presento, sono Carla, mamma di Michele

Mio figlio, Michele, tra pochi giorni compie 10 anni e soffre di Mutismo Selettivo.

La  prima volta che ho sentito parlare di MS è stato quando mio figlio  (frequentava l’ultimo anno di scuola dell’infanzia), mi ha rivolto questa domanda: “mamma, se non parlo con le maestre,  come farò ad andare alla scuola elementare?”

È stato allora che mi si è insinuato il dubbio che ci fosse qualcosa che non andava, fino a quel momento tutti pensavamo che Michele  fosse un bambino particolarmente timido e riservato ,ed attribuivamo a questo il suo silenzio in classe e la sua necessità di compiere piccoli rituali prima di entrare in classe ogni mattina.

Sono andata a parlare col vicepreside il quale mi ha detto: “suo figlio ha il mutismo selettivo, nessun problema, in questa scuola c’è un’altra bimba che ha lo stesso problema e  sta facendo progressi, stia tranquilla”.

  • Cosa è successo da quel momento? Dall’incontro con la parola MUTISMO SELETTIVO?

Da quel momento si è messa in moto la macchina burocratica, fatta di visite specialistiche, valutazione neuropsichiatrica al Policlinico Umberto I di Roma (noi viviamo a Roma), e quando per la prima volta abbiamo visto nero su bianco la diagnosi ci siamo resi conto che allora era tutto vero, Michele  è un bambino con Mutismo Selettivo.

L’impatto è stato forte!

Dopo vari tentativi sia nel pubblico (ASL di appartenenza) che nel privato, finalmente nel giugno scorso conosco lei su facebook (lei… sarei io Adriana!) che mi indica La Dottoressa… da allora mio marito ed io la incontriamo regolarmente  (facciamo terapia indiretta).

Stiamo lavorando tanto sulle dinamiche familiari e sul rapporto tra me e Michele,da un anno ci sono state riconosciute la 104 e l’indennità di frequenza ed inoltre è stato attivato il PDP

Le maestre di Michele sono molto collaborative, umane e disponibili  con noi genitori e Psicoterapeuta, Michele non parla ancora ma sta facendo enormi progressi a scuola.

Il suo livello d’ansia si è significativamente abbassato, sino a consentirgli di leggere fuori dalla classe in presenza di alcuni compagni e la maestra di italiano.

  • E i suoi compagni?

Con i compagni di classe ha un ottimo rapporto sin dal primo anno di scuola elementare, lavoriamo molto sulla socializzazione, casa nostra è sempre aperta a tutti gli amichetti.

  • Ecco una storia positiva. Ho omesso volontariamente la diagnosi precisa e il nome della Psicoterapeuta (posso darvi tutte le informazioni in privato) per correttezza e per rispetto nei confronti di Michele e della sua famiglia. I nomi sono ovviamente di fantasia.