Mindfulness…ma cos’è in sostanza? Incontri con la Dottoressa Tagliabue

Mindfulness

Dottoressa si parla tanto di mindfulness, lei cura dei percorsi di mindfulness, ci spiega cosa vuol dire?

Mildfulness vuol dire consapevolezza, ma in realtà questa parola comprende significati molto più ampi.

Mildfulness è prestare attenzione alle cose che succedono e al momento presente, in un modo particolare:  non giudicante e questo è un aspetto molto importante poichè spesso rimuginiamo su noi stessi, su quello che facciamo, portando sempre una valutazione e un  giudizio su queste riflessioni.

Il primo a parlare Mindfulness è stato Jon Kabat-Zinn, biologo,  professore di Medicina e fondatore della Stress Reduction Clinic e del presso la University of Massachusetts Medical School, il suo merito è quello di aver adattato la meditazione orientale alla cultura e al modo di vivere occidentale.

Ma cos’è in sostanza?

È un modo di coltivare la piena esperienza del qui e del momento presente, si rifà quindi alla meditazione buddista classica, ponendo l’attenzione al contesto quotidiano e all’esperienza di vita.

Sviluppa una capacità di aumentare l’attenzione per il presente, a quello che siamo e come agiamo. Non è una tecnica di rilassamento!

La mindfulness è un concetto semplice, ma allo stesso tempo complesso:

essere presenti a sé stessi comporta anche essere coscienti  degli aspetti che connotiamo come negativi , quindi ci porta a prendere atto e consapevolezza del disagio, della sofferenza, del dolore, quindi la mindfulness ci insegna a non negare, a non respingere questa condizione di disagio ma farne un motivo di crescita e persino di creatività.

Non possiamo evitare gli aspetti negativi della vita, spetta a noi scegliere cosa fare e la mindfulness ci fa entrare in relazione diretta col disagio e con la sofferenza, ci insegna a porre attenzione anche a quello che non ci piace; solo così, secondo questa metodologia, possiamo trovare e gestire al meglio le cause della sofferenza.

Come funziona? Nella pratica cosa bisogna fare?

Solitamente la meditazione mindfulness viene praticata sedendosi con gli occhi chiusi,  su una sedia oppure un cuscino. Inizialmente l’attenzione viene posta sulla consapevolezza del respiro e del movimento dell’addome quando si espira e si inspira dal naso. Nel caso in cui, durante la meditazione ci si  distrae dal respiro, si prende atto che la nostra mente può vagare e seguendo un atteggiamento non giudicante ma accogliente e accettante si ritorna a concentrarsi sul respiro.

I meditatori iniziano con brevi periodi di 10 minuti di pratica al giorno. Praticando regolarmente la mindfulness, diventa più facile mantenere l’attenzione focalizzata sul respiro e continuando nella pratica la consapevolezza del respiro può essere estesa alla consapevolezza dei pensieri, delle parole, dei sentimenti e delle azioni.

Vi consiglio la lettura di questi tre libri per approfondire meglio le questioni di cui abbiamo parlato

 “L’ansia: conoscerla e superarla” di Erica Lisei Maggioli Editore, dove viene riportata nel dettaglio la tecnica della respirazione.

“Vivere momento per momento “  primo libro scritto da Jon Kabat-Zinn; Corbaccio Editore

“Dovunque tu vada, ci sei già”, secondo libro scritto da Jon Kabat-Zinn; Corbaccio Editore

Articolo di Adriana Cigni

Dottoressa Daniela Tagliabue

Daniela Tagliabue cell. 340-7712729

[email protected]

 Centro Multidisciplinare KORU LAB via Santo Stefano 10 

  a Cesano Maderno     [email protected]

sede di Milano via Zurigo 28 – piazza Wagner 2

Precedente Dipingere lo spazio. Successivo Il training autogeno