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Viaggio nell’universo femminile: il ciclo mestruale

Viaggio nell’universo femminile: il ciclo mestruale

Domanda –

Dottoressa De Ponte abbiamo iniziato questo percorso nell’universo femminile

Iniziamo un nuovo percorso: l’universo femminile

mi sembra naturale partire da un momento particolare della vita di una  donna : il ciclo mestruale.

Dottoressa non si parla molto spesso di ciclo mestruale, in televisione vediamo molte pubblicità di antidolorifici e assorbenti da usare “in quei giorni”.

Il ciclo mestruale viene visto solo come un fastidio mensile che porta malumore e dolore, io vorrei che lei approfondisse questo tema

Risposta –

È vero ci troviamo in un periodo storico in cui il ciclo mestruale viene vissuto come una seccatura, e con gli assorbenti e gli antidolorifici cerchiamo in tutti i modi di cancellarlo dalla nostra vita per poter continuare la nostra supergiornata performante fatta di tanti impegni .

Domanda –

Ma davvero possiamo mettere da parte questo momento della nostra vita, questo periodico evento e far finta di non vivere un momento particolare?

Risposta –

No, non è possibile, il ciclo mestruale è un evento corporeo ma è soprattutto un evento ciclico legato al rapporto col proprio corpo e con il proprio sé, una sorta di bussola interna che ci indica  come stiamo, come ci sentiamo e anche cosa fare.

Nelle società antiche le donne alternavano momenti di vita sociale e momenti di vita matrimoniale, poi ogni mese si isolavano , si collocavano in un’altra dimensione fisiologica e psicologica, in quella che è stata chiamata dalla Harding  “la casetta mestruata” , un luogo cioè in cui la donna si metteva in contatto con il proprio istinto femminile.

Oggi la donna moderna ha perso questo momento di solitudine, durante il ciclo entra in uno stato di agitazione , probabilmente questo stato di nervosismo nasconde proprio la “necessità” naturale di introversione, e un desiderio di riconciliazione tra quello la sua interiorità e quello che vive il suo corpo.

Domanda –

Dottoressa immagino ci sarebbe tantissimo da dire su misteri e tabù del ciclo mestruale, basti pensare ad alcuni popoli ( e secondo me anche in Italia ancora oggi), si ritiene che la donna “in quei giorni” sia impura e non possa adempiere ad alcune azioni quotidiane.

Ma ovviamente non possiamo sviluppare tutto questo in un breve articolo, invece io vorrei che lei si rivolgesse soprattutto alle madri che devono approcciare questo discorso con le loro figlie.

Qual è l’età adatta per introdurre questo discorso con una bambina?

Risposta –

Non c’è un età precisa, è la madre che percepisce, “sente”  e decide quando è arrivato il momento giusto per farlo,  per esempio a 7-8 anni una bambina è già pronta per ricevere una conversazione su questo argomento.

Domanda –

Il menarca.

Dottoressa in questo articolo vorrei proprio approfondire questo momento, il menarca , cioè la prima mestruazione.

Risposta –

Il menarca è un momento molto importante della vita di una donna, è il segno tangibile del cambiamento che sta avvenendo nel proprio corpo. Un momento delicatissimo dal punto di vista fisico, fisiologico e psicologico. Il menarca contribuisce alla strutturazione dell’identità della persona,  determina il  momento biologico in cui avviene  il passaggio  dall’infanzia all’adolescenza nel quale dovrebbe anche nascere la consapevolezza di “essere diventata donna”. Questo evento comporta un mutamento anche nel rapporto con se stessa, con gli altri , e soprattutto gli “altri” appartenenti all’altro sesso .

Domanda  –

Qual è il ruolo della madre e dell’imprinting sociale ed emozionale di questo importante cambiamento?

Risposta –

Il ruolo della madre è fondamentale.

Le domande che ci poniamo sono: come viene accolto questo momento dalla madre? Come si prepara a questo cambiamento?

E dagli altri componenti dell’ambiente sociale?

Il messaggio trasmesso dalla madre influenzerà  la vita della ragazzina che lo riceve ,  e sarà determinate su come percepirà il suo essere donna , come parte  di coppia, e se lo sarà  in futuro, anche il suo essere madre, e come andrà incontro alla sua sessualità.

 

Domanda –

Dottoressa lei sottolinea l’importanza del dialogo madre e figlia

Risposta –

Questo è un momento da vivere in due , non è solo la figlia che si prepara ad accogliere le mestruazioni ma soprattutto è la madre che si prepara al menarca della sua bambina.  Nel momento  in cui c’è questa preparazione la madre dovrà interrogarsi, leggere dentro di sé , ripensare alla sua idea di mestruazione, ricordare il suo menarca e come l’ha  vissuto ,come ha vissuto la mestruazione durante tutta la sua vita.

A che scopo questo escursus interiore?

Questa preparazione e questo lavoro che una madre effettua su se stessa ha come finalità quella di comprendere quale messaggio di  femminilità si sta trasmettendo alla propria figlia, una volta che ci si è risposto a queste domande  si può affrontare il discorso a due.

Il dialogo deve essere sempre impostato sulla semplicità e chiarezza così come si spiega la gravidanza, e l’incontro tra il semino che viene dal papà che incontra l’ovulo della mamma, a quell’età le bambine possono comprendere e anzi sono affascinate dal meccanismo biologico di questi eventi importanti della donna.

In questo modo si prepara la bambina a vivere una situazione di intimità rispetto al proprio corpo, rispetto alla sua conoscenza e sicurezza in se stessa, e questo sicuramente va ad aumentare tutti gli effetti rispetto all’immagine di sé, all’immagine del proprio corpo, all’immagine dell’essere donna, e l’autostima.  Questo momento delicato tra madre e figlia   contribuisce ad aumentare la fiducia e il dialogo tra loro.

È un arricchimento interiore per entrambe la madre rafforza il suo ruolo e la figlia impara a conoscere e diventare esperta del suo corpo.

Grazie Dottoressa al prossimo viaggio nell’universo femminile!

Le immagini sono state prese dal WEB

Articolo di Adriana Cigni per la Dottoressa De Ponte

Per contattare la  Dottoressa Anellina De Ponte

Tel.: 3288493076
1) Via Nazionale Delle Puglie, 51 Nola (NA)
2) Napoli (zona Vomero)
3) Piazza Vanvitelli, Caserta.