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“Facciamone di grosse” con le mani in pasta. Laboratorio espressivo con Matteo Corbetta Arteterapista

Ho già parlato varie volte di Arteterapia con Matteo Corbetta, ci ha raccontato esperienze belle e intense vissute nel setting con bambini , adolescenti e anche adulti. Dalla settimana scorsa è partito un nuovo progetto di Matteo, un ciclo di 5 laboratori espressivi rivolti a bambini dai 5 ai 10 anni che ha come titolo DIRE … FARE… CREARE Storie e divertimento, un appuntamento periodico che si protarrà fino a Gennaio (con una pausa nel periodo natalizio), al Centro Koru Lab di Cesano Maderno.

Sabato scorso il laboratorio aveva come titolo “Che strappo”, un’esperienza cartacea, ho chiesto a Matteo …ma in pratica che avete fatto?

Abbiamo scoperto cosa si può fare con la carta: tagliare, strappare, accartocciare, creare forme e assemblare. Dopo aver scelto i materiali “come quando si fa la spesa”, abbiamo iniziato a usare le mani senza sapere bene cosa fare. Abbiamo sperimentato che pian piano guardando i materiali scelti ,nascono le idee e si trasformano in forme. Strappo dopo strappo, ritaglio dopo ritaglio e assemblaggio dopo assemblaggio, con un pò di colla o di scotch si sono create delle vere opere d’arte che abbiamo appeso proprio come in un museo. Ci siamo sentiti come dei veri artisti e nel museo che abbiamo allestito abbiamo presentato ogni nostra opera ai compagni ,dando un titolo e raccontando l’esperienza compositiva.
Con la carta abbiamo sperimentato che si può creare davvero tanto.


Matteo il prossimo laboratorio ha un simpaticissimo titolo “Facciamone di grosse” . Con le mani in pasta, ci spieghi di che si tratta?

Questo laboratorio sarà dedicato alla manipolazione di materie semplici. Partiremo da alcuni ingredienti: acqua e farina o acqua e terra e creeremo degli impasti modellabili per arrivare ad un’opera tridimensionale.

Sporcarsi le mani, metterle a contatto con gli impasti , partire dalla materia en entrarci dentro con una parte del corpo, le mani! Tutto questo attiverà sensi e sensazioni in un laboratorio che ospiterà ingredienti e profumi, si partirà così verso un processo creativo che creerà delle forme. Ogni bambino potrà poi presentare la sua opera al resto del gruppo , sarà un momento di confronto e possibilità di racconto.

Grazie Matteo, mi hai incuriosita moltissimo con questa spiegazione, ci riaggiorniamo a laboratorio finito? Così potrai raccontarci l’esperienza vissuta con le “mani in pasta”!!



PER ISCRIVERSI AI LABORATORI SCRIVERE UNA MAIL AL CENTRO KORU LAB

[email protected] o telefonare 3383826500

Matteo Corbetta

[email protected]
3393506327
CENTRO KORU LAB VIA SANTO STEFANO 10CESANO MADERNO
[email protected] www.korulab.it

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Autismo: ne parliamo con Greta Napolitano, Educatrice e Terapista ABA

Era da molto tempo che volevo parlare di autismo nel mio blog, è un argomento che non ho mai approcciato, per questo motivo ho chiesto di rispondere a qualche domanda a Greta Napolitano, Educatrice e Terapista ABA che  fa parte dello staff del  Centro Multidisciplinare KORU LAB di Cesano Maderno.

  • Greta come è nato il suo interesse per l’autismo, lei ha scelto un percorso lavorativo particolare per il quale sono necessari empatia, pazienza, rispetto, quali sono state le motivazioni della sua scelta?

Tutto è iniziato da A.  il primo bambino su cui ho puntato lo sguardo entrando nell’aula che mi era stata assegnata per il tirocinio. Un bimbo di 8 anni con autismo, era lì sulla sua poltroncina senza fare nulla di particolare, appariva isolato, guardava un suo giornalino, le mani sulle orecchie. Mi ha incuriosita, poi ho avuto la fortuna di poter fare qualche attività con lui, gli piacevo, e dopo qualche mese ho iniziato a lavorare come sua educatrice. Da lì in avanti un bimbo dopo l’altro mi hanno “formata” su come approcciarmi a loro.

È iniziato tutto così, è nata subito una bella alchimia che mi ha spinta a non fermarmi

Durante quel periodo di tirocinio mi colpivano tantissimo gli sguardi profondi dei bambini e dei ragazzi che incontravo. Non dimenticherò mai una ragazza che frequentava un cdd (centro diurno per ragazzi e adulti disabili), il suo sguardo era apparentemente impenetrabile, ma se con pazienza si riusciva a entrare in relazione con lei si apriva un mondo tutto da scoprire: il suo bisogno di ordine e precisione; la necessità di routine chiare e prevedibili; la gioia di stare da sola. Tutti aspetti che mi hanno incuriosita e spinta ad approfondire.

Ho iniziato con bimbi che non parlavano, scoprendo l’importanza di ogni singolo gesto, comportamento, di un sorriso, di uno sguardo.

Ho imparato ad aspettare, ad avere pazienza, ad insegnare senza cercare scorciatoie, rispettando il tempo necessario ad ogni bambino per raggiungere  i suoi obiettivi. Decisa a volerne sapere di più ho iniziato a documentarmi e mi sono avvicinata alla terapia ABA (Applied Behavior analysis, Analisi del comportamento applicata) aggiungendo poi una formazione specifica sulla sindrome di Asperger.

La terapia ABA è stata raccomandata per bambini con autismo dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

  • Iniziamo con una domanda semplice ma fondamentale cos’è l’autismo?

L’autismo è una sindrome comportamentale, causata da un disordine dello sviluppo, con esordio nei primi tre anni di vita.

I bambini con autismo si trovano spesso in uno stato di chiusura verso il mondo esterno, con tendenza all’isolamento, difficoltà comunicative e presenza di comportamenti ripetitivi e stereotipati. Le compromissioni del linguaggio possono essere più o meno gravi (fino alla totale assenza dello stesso), si può manifestare incapacità o grandi difficoltà a sviluppare reciprocità emotiva sia con adulti che con coetanei.

  • L’autismo è quindi un disturbo dello sviluppo, alcuni comportamenti potranno cambiare nel tempo e nella crescita?

Sì, esatto. Essendo un disturbo dello sviluppo è importante non considerarlo come un’istantanea, immutabile dalla diagnosi in avanti, perché si verificheranno molti cambiamenti nel corso del tempo, alcune caratteristiche potranno scomparire come altre emergere.

Ci troviamo davanti a bambini che, spesso, hanno difficoltà a guardare negli occhi; non riescono ad intrattenersi giocando autonomamente o con coetanei in modo funzionale, preferendo piuttosto mettere in fila e riordinare i loro giocattoli, cercare di dare un ordine che li faccia stare bene.

Se chiamati con il loro nome non sempre si girano, hanno difficolta a chiedere ciò che desiderano o di cui hanno bisogno per cui cercano di trovare strategie per cavarsela da sola dando un’apparenza di autonomia.

  • Greta lei ha detto che il linguaggio potrebbe essere scarso o assente.

Il linguaggio è ciò che più mette in allarme una famiglia, quando un bimbo non parla ci si chiede cosa non vada. Si investe tantissimo nel linguaggio, nella speranza che emerga quanto prima per permettere al bimbo di comunicare. Spesso risulta molto utile inserire degli strumenti che aiutino il bambino a comunicare anche in assenza di linguaggio vocale, ci sono bimbi che, pur non riuscendo a parlare, comunicano molto bene con il linguaggio dei segni, o con l’utilizzo e lo scambio di immagini.

  • La famiglia. I genitori tornano a casa con una diagnosi di autismo come aiutarli?  Cosa fare.

L’impatto della diagnosi di autismo colpisce l’intera famiglia, stravolgendone gli equilibri raggiunti dopo l’arrivo del nascituro, risulta quindi indispensabile un riassetto psicologico, emotivo e sociale dell’intero nucleo familiare.

So che non è facile orientarsi nella sempre più vasta offerta di metodi terapeutici per i disordini dello spettro autistico, la scelta diventa ogni giorno più complessa e difficile, ma, inevitabilmente, necessaria.

La linea guida 21, redatta dal Ministero della Salute e riguardante il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti, mira a offrire un orientamento su quali sono gli interventi per cui sono disponibili prove scientifiche di valutazione di efficacia; rappresenta il primo, indispensabile passo per garantire una risposta adeguata ai complessi bisogni terapeutici di tali bambini e adolescenti.

Da tale studio emerge come l’analisi del comportamento applicata (ABA) sia la principale metodologia d’intervento basata su evidenze scientifiche, soprattutto se si attua un intervento intensivo e precoce. Il trattamento intensivo prevede il coinvolgimento di tutte le figure che ruotano attorno al bambino e deve essere precoce per non permettere al bambino di sperimentare situazioni errate, prima ha inizio il trattamento, maggiori sono le possibilità di poter raggiungere risultati importanti per il bambino e la sua famiglia.

  • Ci può spiegare brevemente in cosa consiste l’analisi del comportamento?

L’analisi del comportamento è una scienza che studia e mira a trovare strategie adatte per poter modificare comportamenti anomali, in eccesso (comportamenti autostimolatori, linguaggio ecolalico, atteggiamento auto ed etero aggressivi) o in difetto (deficit comunicativi, sociali, di gioco).

Alla base dei principi dell’analisi del comportamento, che chiameremo ABA, ci sono questi concetti fondamentali:

  1. individuare ciò che scatena un comportamento (antecedente), e comprenderne le conseguenze;
  2. individuare ciò che rinforza il comportamento, permettendogli di ripetersi in futuro, o ciò che lo punisce, limitando così la possibilità che si riverifichi in una situazione analoga.

È luogo comune di molti ritenere l’ABA un addestramento dei bambini, in quanto, talvolta, vengono utilizzati rinforzatori erogabili in maniera veloce e facilmente fruibili dai bambini come strumento per “fissare” il comportamento adeguato del bambino. In realtà tra bambino e terapista s’instaura un rapporto di estrema fiducia, in cui il bambino supera i suoi limiti per poter apprendere e il terapista per premiare tali sforzi, soprattutto con bambini molto piccoli e all’inizio del loro percorso, offre qualcosa di molto gratificante. Il terapista programma gli obiettivi da raggiungere ma in ogni sessione segue le motivazioni del bambino. Un bambino motivato è un bambino che può apprendere dai contesti in cui ci si aspetta che impari.

Grazie Greta, ovviamente non avevamo la pretesa di esaurire un argomento così vasto e variegato in un solo articolo, questo è solo l’inizio di un viaggio che ci porterà a conoscere meglio l’autismo.

Articolo di Adriana Cigni per Greta Napolitano

Greta Napolitano 

Educatrice, Terapista ABA

Centro Multidisciplinare KORU LAB

 

Via Santo Stefano 10

Cesano Maderno (MB)

KORU LAB Quando una felce muore, un’altra nasce per prendere il suo posto

KORU LAB

“Ka hinga atu he tete-kura – ka hara-mai he tete-kura”
“Quando una felce muore, un’altra nasce per prendere il suo posto”

Koru è il nome māori per il germoglio della felce neozelandese e simboleggia nuova vita, crescita, forza e pace. Con la sua forma a spirale, il germoglio cerca la luce e rappresenta l’inizio di una vita nuova, all’insegna del benessere e della speranza.

Koru Lab è il nome del nuovo Centro Multidisciplinare di CESANO MADERNO, ho chiesto alla Dottoressa Gorla , fondatrice del Centro,  di parlarci di questa nuova realtà.

Prima di tutto vorrei chiederle: perché questo nome?

Scegliere un nome è sempre complicato, e anche per noi non è stato facile. Quando nasce una nuova idea, un nuovo progetto vorremmo che il nome potesse esprimesse tutto quello che c’è dietro. Per noi questo nome raccoglie il pensiero di poter creare uno spazio in cui i pazienti adulti, i pazienti bambini, ma anche tutta la famiglia che fa parte dell’universo del paziente possano trovare una situazione di benessere, una situazione di “casa” in cui stare comodi.

Uno spazio dove poter ricredere nelle proprie risorse, nelle proprie forze, per questo l’immagine della nascita ci sembrava la più rappresentativa, tra i vari simboli della rinascita abbiamo trovato questa, il Koru, una felce molto bella, fatta di tante piccole spirali, e che  tende verso la luce. 

Questo è il messaggio importante che vogliamo far arrivare attraverso il nome, attraverso questa felce che tende alla luce, ai pazienti: nella vita bisogna sempre dare una connotazione positiva alle situazioni, alle vicende che viviamo anche a quelle che in apparenza ci sembrano insuperabili, ed è importante riuscire a trovare delle risorse e trasformare anche i vincoli che abbiamo in risorse.

Per questo la felce che tende alla luce è un simbolo di riuscita e speranza, rappresenta quello che sarà il nostro cammino insieme ai pazienti e alle persone che entreranno nel nostro Centro.

Grazie Dottoressa Gorla  lei ha scelto un simbolo veramente significativo! Continuiamo a parlare di KORU LAB conosciamo meglio questa nuova realtà.

Questo centro multidisciplinare è formato da un’equipe di professionisti eterogenei cito testualmente dal vostro sito, quando e da chi è partita l’idea di questo Centro a Cesano Maderno?

L’equipe multidisciplinare (nata nell’altro Centro Mediplus) , con la quale collaboriamo insieme ormai da molto tempo, è  un‘equipe consolidata da anni di lavoro sul territorio. È costituita da me titolare del Centro (Psicoterapeuta), dal Dottor Corbetta (Arteterapista),  dalla Dottoressa Daniela Tagliabue (Psicoterapeuta), dalla Dottoressa Frittoli (Neuropsichiatra), dal Dottor Patat  (Psichiatra), dal Dottor Bosi  (Psicomotricista e dalla Dottoressa Cundari (Logopedista).  Ad un certo punto abbiamo sentito l’esigenza di avere degli spazi in cui poter ampliare le idee, i progetti che ci sono venuti in mente nel tempo, lavorando con i bambini e con i loro genitori.

Nel nostro spazio mentale questi progetti c’erano già, avevamo bisogno di uno spazio fisico dove poterli collocare, dove poter mettere in atto tutte le nostre idee rendendole concrete.

Tra le altre cose vi occupate di Mutismo Selettivo e Autismo il vostro Centro può diventare un punto di riferimento molto importante sul territorio avete iniziative in programma?

Per quanto riguarda il Mutismo Selettivo certamente lo Studio Smail, che da sempre fa parte della mia storia personale, avrà sede qui nel Centro e continueremo insieme alla Dottoressa Ius a Roma e alla Dottoressa Trivelli il lavoro  già avviato da anni.

Vorremmo proporre nuove formazioni specifiche per gli insegnanti e anche per i genitori, che abbiano come fine principale la gestione di questo disturbo ancora poco conosciuto, anche se negli ultimi anni si sono diffuse le iniziative per promuoverne l’informazione.

Vogliamo concentrarci soprattutto sulla gestione pratica dell’ansia sia per quanto riguarda il Mutismo selettivo sia per tutti i disturbi d’ansia in generale.

Quindi abbiamo in programma:

corsi per genitori e insegnanti; corsi per insegnanti, corsi specifici per i professionisti.

Sì, ci occuperemo di autismo questa è un settore nuovo per la nostra equipe, e la decisione di occuparci anche di questo è nata proprio dall’esigenza che abbiamo riscontrato sul territorio.

La terapia ABA è quella più efficace e funzionale per il disturbo dello spettro autistico ed è stata riconosciuta anche dall’OMS, ma c’è poca offerta sul territorio, abbiamo pensato che nel nostro Centro si potesse certamente fare terapia ma anche organizzare corsi di formazione sia per professionisti (a settembre dovremmo partire con un corso per RBT per formare professionisti terapisti ABA); dei parent – training per i genitori; dei corsi di formazione per insegnanti.

In pratica tutto un lavoro di informazione al fine di garantire una diffusione della cultura dell’autismo perché malgrado sia una neuro-diversità diffusa, purtroppo agli insegnanti (compresi quelli di sostegno) non vengono dati strumenti adeguati i per lavorare con questi bambini e realizzare un vero progetto d’inclusione sia nelle scuole sia all’interno di un contesto più allargato.  Tra i nostri progetti infatti c’è anche quello di creare una continuità con i centri estivi presenti sul territorio.

Dottoressa Gorla  credo che questo Centro, con tutti i progetti che avete in programma, diventerà sicuramente un punto di riferimento importante non solo per la Lombardia ma per tutta l’Italia.

Le idee sono tantissime e la voglia di fare anche, per cui siamo molto motivati a portare avanti tutte queste iniziative perché vogliamo dare un aiuto   concreto, vogliamo creare una presa in carico totale della famiglia del bambino dello spettro autistico, quindi non ci limiteremo alla terapia per il bambino, ma lavoreremo anche per fare da supporto alla genitorialità. Inoltre creeremo uno spazio per i fratelli che spesso vengono lasciati un po’ da parte  in queste situazioni mentre invece rappresentano dei veri protagonisti , e infine faremo in modo che il Centro abbia un contatto diretto con le scuole.

Chi volesse informazioni e contatti può scrivere a me [email protected]  o direttamente al Centro

Articolo di Adriana Cigni per Claudia  Gorla

Le immagini sono prese dal Web

Via Santo Stefano, 10
20811 Cesano Maderno

[email protected]

Dottoressa Claudia Gorla

[email protected]