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Cose interessanti dalla Francia In missione speciale in una scuola d’infanzia

Ieri sono stata in “missione speciale”, praticamente tutta la giornata scolastica, in una école maternelle (scuola dell’infanzia). Devo dire che ho vissuto un’esperienza veramente particolare.

Gli insegnanti, gli assistenti e tutto il personale “tecnico” hanno fatto un lavoro straordinario sia per poter rispettare quelli che qui chiamiano les gestes barrières, sia per mantenere la scuola ad alti livelli di sicurezza per quanto riguarda la disinfezione.

I divieti: vietato l’accesso alla biblioteca della scuola così com’era strutturato prima dell’emergenza, i bambini non possono più scegliere e sfogliare i libri a loro piacimento.

La maestra legge loro una storia e poi il libro viene disinfettato per quel si può e lasciato aperto per due giorni.I bambini non possono scegliere i giochi ogni giorno.Non possono prestarsi penne, gomme e pennarelli e tutto il materiale.

Le cose possibili sono tante però, ho cominciato dal negativo ma entriamo nel vivo del lavoro eccezionale fatto dalle insegnanti e dalle assistenti.

Ogni bambino ha un banco e un tavolino , sul banco gioca, scrive, lavora. Sul tavolo c’è tutto il suo materiale, che può utilizzare solo lei/lui: gomma, colla, pennarelli, matite, forbici ecc. un contenitore per lasciare il lavoro fatto (alfabeto, numeri, coloriage ecc.) sotto il tavolino c’è un grande cestino contenente i giochi che il bambino sceglie ogni lunedi e se ho visto bene anche un libro. Sono giochi didattici, lego, plastilina ecc. a suo uso esclusivo tutta la settimana.

Il venerdì il materiale viene cambiato e quello usato viene disinfettato. Il materiale usato durante la giornata viene anch’esso disinfettato prima di essere riposto.

La ricreazione. Probabilmente ho avuto la fortuna di capitare in una scuola attrezzatissima, hanno molti tricicli e monopattini ( a due e a tre ruote) a ciascuno hanno attaccato un foglietto con il nome dei bambini, così ognuno ha il suo e non tocca quello degli altri. Nel cortile dove passano tutta la ricreazione, anzi le due ricreazioni perché i medi e i grandi fanno il tempo pieno, possono correre ma non fare giochi di gruppo, non possono accedere allo scivolo o ad altri giochi “in comune”.

Il lavaggio delle mani

Il lavaggio delle mani è veramente la parte forse più pesante di questo strano periodo e dei gestes barrières. In pratica si passa molto tempo nei bagni.

Vi descrivo quello che ho visto in questa scuola:

nei bagni sono state portate molte sedie, su ognuna è stato attaccato il nome dei bambini di ogni classe ( in questo caso 2 classi che ovviamente si alternano), nel bagno ci sono due grandi lavandini se non sbaglio con 4 rubinetti (e ovviamente molti wc!!).

I bambini entrano a scuola vengono fatti sedere sulle sedioline alternate (una sì, una no) là dove è scritto il loro nome, quindi quella sarà sempre la loro sedia …del bagno

Inizia il primo lavaggio mani due alla volta a dovuta distanza, e quando tutti hanno finito di lavarsi si va in classe.

Se dalla classe si va in palestra di nuovo :lavaggio.

Dopo la palestra di nuovo, lavaggio.

Ricreazione: prima di uscire in cortile: lavaggio.

Ritorno :lavaggio.

Prima di andare a pranzo: lavaggio.

Rientro al pomeriggio :lavaggio

Ricreazione:lavaggio.

Uscita:lavaggio

I bambini della scuola d’infanzia della scuola d’infanzia non possono portare la mascherina, è vietato.

Le distanze: incredibile a dirsi ma si sforzano di mantenerle.

Gli insegnanti e il resto del personale deve portare la mascherina , è obbligatorio.

Gel idroalcoolico e mascherine sono forniti dalla scuola che è a sua volta rifornita dal Comune.

Nei corridoi ci sono piccoli punti colorati per terra per aiutarli a mantenere la distanza durante gli spostamenti.

Tutto questo immenso lavoro di copertura di materiale, di disinfezione, di marcatura delle sedie, dei tricicli, dei palloni, la preparazione dei cesti e degli oggetti per ciascuno sono frutto dell’inventiva e del lavoro degli insegnanti e delle assistenti. Mi hanno detto che le direttive per le gestes barrières sono arrivate il giovedì 7 maggio nelle scuole e l’apertura è avvenuta il 12 quindi è stato veramente uno sforzo immane data la situazione inedita e anche l’incognita del numero dei bambini che sarebbero stati presenti ( e anche del personale presente).

Certo il distanziamento dei bambini, dei banchi e la non condivisione degli oggetti e dei giochi funziona molto meglio di quanto io potessi immaginare ma ho il dubbio e lo hanno tutti che stia reggendo perché le classi sono dimezzate, anzi meno che dimezzate: dal 12 maggio sono tornati a scuola 1.8 milioni di studenti su 6,7 milioni (bambini scuola d’infanzia e primaria).

Nella classe dove ero ieri c’erano 10 bambini (su un effettivo in tempi normali di 21), la situazione era gestibile ma ammetto che il lavaggio mani è estenuante per noi e per loro, per non parlare della frase che bisogna ripetere “gardez les distances!” mantenete le distanze.

Commento: sì ci metto anche un mio umilissimo pensiero.

I bambini non mi sembrano soffrire molto della situazione e dei divieti. Certo è noioso lavarsi le mani ogni volta che si fa un’attività diversa, o si cambia ambiente ma poi…dimenticano.

Corrono come pazzi sui monopattini e sui tricicli, ridono, cadono e per fortuna continuano a sbucciarsi le ginocchia e a piangere per la paura o per farsi consolare; non hanno smesso di colorare né di giocare con la plastilina. Come fanno dalla notte dei tempi i bambini, ti mostrano una loro opera, che a te appare come un ammasso informe ma nella quale loro ci vedono esattmaente quello che volevano realizzare, nella fattispecie doveva essere una macchina, e tu devi dire bellissimo/a, io me la cavo sempre con un “c’est magnifique”. Così se è una “cosa” va bene e se è un “coso” , pure.

Insomma usano quello che gli mettiamo a disposizione ma non credo si lamentino. Non entro nelle problematiche psicologiche che questo periodo difficile possa aver prodotto nei bambini, non è mia competenza e il tempo breve che trascorro con loro e sempre con bambini diversi non mi permette nemmeno di osservare cambiamenti.

Ho voluto solo descrivere una realtà, dal momento che in Italia le scuole sono chiuse ho pensato che probabilmente potrebbe essere interessante sapere cosa succede nei paesi in cui sono aperte.

Una cosa ci tengo a dire: la prima settimana di aperture delle scuole girava nel web un video, fatto in una scuola in Francia , in cui si vedevano bambini nei cortili della scuola “costretti ” a restare fermi nel cerchio disegnato per terra. Probabilmente sarà anche vero, probabilmente nei primi giorni ogni scuola ha dovuto inventarsi un modo, ma semmai lo è stato (vero) ora non lo è più.

I bambini corrono liberi nei cortili sia all’infanzia sia alla primaria.

Domani il presidente Macron parlerà, voci di corridoio dicono che forse alleggerirà le disposizioni, forse eliminerà il distanziamento, forse le scuole torneranno alla normalità.

Vi terrò al corrente

Adriana Cigni