Crea sito

Parliamo di silenzio. Per aiutare un bambino con Mutismo Selettivo il primo passo da fare è…

Dottoressa Trivelli parliamo ancora di Mutismo Selettivo, per aiutare un bambino con mutismo selettivo il primo passo da fare è…

Il primo passo da fare è quello di cambiare prospettiva.

Che intende per “cambiare prospettiva?”

Intendo la  prospettiva da cui si guarda il bambino, che deve essere positiva mantenendo  il focus su quello che  c’è in lui, quello che è, cioè le sue potenzialità, le abilità , e sulle caratteristiche positive, evitando di  concentrarsi su quello che manca, nel nostro caso , la parola. Al  bambino deve arrivare chiara e netta la nostra comprensione e la certezza che lo capiamo e accettiamo nella sua difficoltà.

Cambiare prospettiva:

significa capire che il bambino non è che non voglia parlare,  lo vorrebbe tantissimo ma non ci RIESCE. Raggiunta la consapevolezza che ci troviamo di fronte ad una impossibilità quindi ad una difficoltà, la prospettiva cambierà ed eviterà che lo si carichi del grande peso della ASPETTATIVA del “quando parlerà?”  che malgrado sia naturale nei genitori, negli insegnanti e in tutti gli adulti che fanno parte della vita del bambino, non lo aiuta però a progredire.

Mantenere il focus  sugli aspetti positivi permette  di aiutare il  bambino a trovare strategie per affrontare situazioni difficili, insegnandogli a  credere nelle sue capacità.

Ogni bambino riesce a  credere in sé stesso se ha accanto adulti di riferimento che per primi credono nelle sue capacità, soltanto  se gli adulti fanno da specchio alle sue potenzialità, il bambino riuscirà a esplorare internamente tutte le  risorse  da mettere in campo per affrontare momenti difficili

Cambiare prospettiva:

vuol dire che il genitore deve imparare a tollerare  e gestire,  lui per primo, l’imbarazzo che insorge di fronte alla reazione degli estranei,  quando il bambino non risponde alle domande o non saluta.

Cosa consiglia ai genitori per poter far fronte a questo imbarazzo?

I genitori devono comprendere che l’imbarazzo che provano è solo una piccolissima parte del disagio che prova il bambino nello stesso momento e nella stessa situazione. E devono anche ricordare che il loro bambino vorrebbe rispondere ma non ce la fa,  insomma lui ha un disagio molto più forte dei genitori e sicuramente soffre molto di più.

Compito del genitore quindi sarà quello di aiutare il bambino ad uscire dal vortice di emozioni frustranti , dirompenti e difficili nel quale  precipita ogni qual volta qualcuno lo solleciti a parlare. Deve anche proteggerlo, quando può, dalle pressioni di  altri adulti che stimolano il bambino a parlare malgrado o proprio a causa del suo persistente silenzio.

Come possiamo aiutare il  bambino in queste situazioni  tipo : in ascensore con  la vicina di  casa.

“ Ah Marco , ti chiami Marco vero? ( domanda 1), come va a scuola? ( domanda 2), non rispondi mai, ma io ti sento che fai tanto rumore ( domanda 3 con rimprovero implicito)

Ecco possiamo proteggere il bambino e farlo sentire contemporaneamente  compreso se in queste situazioni rispondiamo con frasi semplici tipo:  Marco è capace di parlare benissimo anzi  è una gran chiacchierone, come lei ha ben sottolineato,  solo che in certe situazioni le parole si incastrano nella sua bocca e quindi non riesce a rispondere.

Questa semplice frase rimanda al bambino che lo capiamo, che sappiamo che parla in alcune circostanze e in altre non riesce ma soprattutto che non è colpa sua se non  sta rispondendo in quel momento a quella domanda. E forse rimandiamo all’adulto che forse non è il caso di andare avanti con questo comportamento perché il silenzio non è causato dalla  “maleducazione” ma da qualcosa di molto diverso, una difficoltà da superare.

Grazie Dottoressa Trivelli, ricevo quotidianamente messaggi da parte di genitori ma soprattutto di insegnanti che hanno bisogno di sapere, di conoscere più a fondo il Mutismo Selettivo, spero che i nostri articoli siano utili a divulgare sempre più l’informazione  su questo disturbo.

Illustrazione di Matteo Corbetta

 

 

Dottoressa Trivelli
  Via Giacomo Bove 16  TORINO
[email protected]
+39 3489271632
[email protected]