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Un Arteterapista, un bambino con Mutismo Selettivo. Un pomeriggio insieme…

Un Arteterapista: Dottor Matteo Corbetta
Un bambino con Mutismo Selettivo : A.
La seduta al rientro delle vacanze.
È un’esperienza di qualche giorno fa, sembra un racconto, invece  è realtà.
Io mi sono commossa, la risata rumorosa che sgorga da un bambino con Mutismo Selettivo è come una sorgente fresca e liberatoria.

E succede che dopo la pausa estiva ripartire nella relazione sia inevitabilmente più complicato.
Serve l’aiuto di un genitore per stare nel setting i primi minuti.
A. porta con se un pennarello con gli occhi disegnati sul tappo. È un pennarello che racconta la sua storia e la storia dei suoi amici mi viene detto dall’adulto presente.

Non esito un istante: colla e forbici diventano subito dei compagni animati attraverso il mio disegno di occhi e bocca.
Preparo gli altri pennarelli uno ad uno in piedi, e ironizzo su quelli che in piedi non ci vogliono stare.
Parte una sonora risata che sostengo con un intervento simpatico. La risata di A. è più rumorosa. Insieme ad essa arriva anche il gesto della mano che spinge i pennarelli in piedi creando confusione e divertimento. Dopo pochissimi minuti la mamma saluta A.
Rimaniamo soli e decidiamo di disegnare tutte le facce delle “famiglie dei pennarelli”. 

 

 

 

 

 

Con un pennarello si inizia a disegnare sullo scotch di carta le altre faccine.
A. inizia a raccontare che gli occhi servono per vedere e se sono occhi grandi per vedere meglio.
Le orecchie per sentire, il sorriso per ridere e anche le linguacce perchè ci si diverte da matti. Compaiono le guance rosse dalle risate che finiscono sui colori divertenti.
Il racconto prosegue e mi si dice che nelle famiglie dei pennarelli ci sono le famiglie sconvolte e quelle non sconvolte. Le famiglie sconvolte non hanno il sorriso.
Poi in un fluire di parole mentre stiamo lavorando arrivano i racconti spontanei : “lo sai che alla mia scuola materna … “
e questi racconti parlano di amici, di piccoli che sono appena arrivati e che devono crescere e del cibo della mensa che è molto buono. Nel setting si sperimenta liberamente portando l’attenzione sul fare attraverso il  gioco/disegno/espressione artistica. In questo contesto ci si “allena” all’apertura, al “lasciare andare”.
Attraverso il gioco il livello d’ansia si abbassa notevolmente ed è più facile entrare in relazione 
con l’altro.

Articolo di Matteo Corbetta per Il Blog di Adri (Adriana Cigni)

Se qualcuno dei nostri lettori (genitori, ragazzi, adulti) volesse contattare il Dottor Matteo Corbetta può scrivergli direttamente alla mail

[email protected]

3393506327

oppure al Centro di Cesano Maderno dove collabora con la Dottoressa Claudia Gorla Psicoterapeuta

Centro Medico MEDIPLUS s.n.c.
Via Val Gardena 3